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La storia della sottosezione CAI di Alzano Lombardo

La prima sottosezione

La prima sottosezione venne creata alla fine della seconda guerra mondiale, allorché il Paese era intento nella difficile e faticosa ricostruzione. La montagna, che negli ultimi mesi di guerra aveva dato rifugio a tanti renitenti, ed era stata teatro di aspre battaglie, ritornò a essere frequentata da escursionisti ed alpinisti. Sentieri e vie ritrovarono la loro primitiva funzione, ovvero portare “in alto” gli appassionati della montagna che, in breve, sentirono l'esigenza di avere un supporto associativo di vasto respiro, cui fare affidamento.

Fu così che, per quella che possiamo dire una fortunata simbiosi fra i veterani dell'alpinismo e i giovani emergenti, nacque, nel 1947, la sottosezione CAI di Alzano Lombardo, intitolata a Sandro Mascheroni, alpinista e sciatore, caduto durante la resistenza. La sede, almeno all'inizio, fu ricavata nelle vicinanze di quella attuale.
Erano gli anni “eroici”, quelli in cui la passione e l'entusiasmo per la gita in montagna, bilanciavano le difficoltà nei trasferimenti: strade fatiscenti, mezzi di trasporto improvvisati. Tuttavia, come sempre, la voglia di andare superava tutto, rendendo più semplice, a un gran numero di escursionisti e alpinisti, raggiungere mete insperate, quali per esempio la valle Camonica, la Valmalenco, la Valsassina, l'Adamello, il Bernina e la Grigna. Le attività escursionistica, alpinistica e sciistica, da parte loro, ebbero un forte incremento, grazie anche alle attrezzature e alle tecniche che, via via, andavano lentamente ma continuamente perfezionandosi.
Una situazione ideale, almeno fino al 1959, quando si vennero a creare le condizioni per lo scioglimento improvviso della sottosezione. I motivi? Grande peso ebbe la partenza da Alzano, per motivi di lavoro, di numerosi soci: il conseguente numero esiguo di quelli rimasti e, non ultimo, lo sconforto generato dallo sfratto della sede da parte dei proprietari, fecero il resto.

La seconda sottosezione

Arriviamo così al 1972, l'anno della benedizione della croce installata sulla vetta della corna Filaressa (la montagna degli alzanesi): per l'occasione, si ritrovarono due amici, ormai non più giovani, rientrati l'uno dalla Svezia e, l'altro, dalla Somalia. Accomunati dalla passione per la montagna, fu per loro inevitabile parlare della ex sottosezione CAI di Alzano. Al loro discorso, si unirono alcuni giovani alpinisti e promettenti arrampicatori, che si dichiararono favorevoli alla ricostituzione della sottosezione CAI, sempre ad Alzano Lombardo.

Da quel momento, il passaparola per la raccolta delle adesioni fu inevitabile ed ebbe talmente successo che, già l'anno successivo, la sede di Bergamo diede il nulla osta ufficiale per la ricostituzione della nuova sottosezione. La sede sociale fu rimediata in un appartamento dismesso dell'Enel, grazie alla disponibilità dell'ente. La sede venne ristrutturata, grazie al concorso di tutti i soci che si rimboccarono le maniche e fornirono il denaro sufficiente a completare i lavori e l'arredo. Questa rimase per molti anni la nostra sede, a conferma delle lungimiranti previsioni di ricavare spazi per la vita associativa come, per esempio, la simpatica taverna, frequentatissima dai soci, e locali specifici e separati per la segreteria. Poi, per cause di forza maggiore, ci siamo trasferiti all'interno del parco Montecchio, di fianco alla biblioteca.
La partecipazione alle attività e alle iniziative sociali fu, fin dall'inizio, assai numerosa e i soci aumentarono di anno in anno. Nel 1978, venne concessa in uso, ristrutturata e inaugurata, la casa del guardiano dell'Enel, al lago Cernello, posta a quota 1956 metri, oggi comunemente chiamata “baita Cernello”, la casa è il fiore all'occhiello della sottosezione.